Come disporre bene i quadri su una parete? Errori da non fare e consigli

I quadri in casa sono qualcosa capace di rendere l’ambiente prezioso e piacevole, ma è indispensabile che siano ben disposti e nella giusta “quantità”. Troppi quadri possono infatti soffocare, troppo pochi sono quasi inutili. Creare una giusta armonia con i quadri alle pareti non è cosa facile, ma sicuramente se si fanno le cose per bene poi non ci si pente di sicuro.

La prima cosa è ovviamente quella di scegliere i quadri giusti: la chiave di volta è l’equilibrio. I quadri che si scelgono devono essere proporzionati allo spazio, del giusto stile e magari dei giusti colori. Nelle case moderne, per esempio, sarà bene scegliere delle pitture moderne. Quadri contemporanei astratti o anche con altre tematiche, ma sempre dallo spirito innovativo. Scelti questi, non rimane che armarsi di centimetro, chiodi e martello per creare la propria parete di stile.

Come posizionare bene i quadri sulla parete

Appendere i quadri alle pareti è facile (visto che basta un buco nel muro) solo apparentemente. Quel buco, infatti, deve essere fatto proprio nel punto giusto al centimetro: solo così, infatti, il quadro risulterà nella giusta posizione. Il “più o meno”, insomma, lasciamolo ad altri, se vogliamo un lavoro ben fatto. Il primo passo è quello di definire uno scema compositivo, specie se si vogliono mettere più quadri o se parliamo di una composizione unica divisa in più pannelli (molto di tendenza di questi tempi).

Se siete in grado di farlo, la cosa migliore è quella di fare un disegno in scala (ottima la scala 1:20) in modo da valutare davanti ai propri occhi l’effetto finale. In alternativa si possono mettere i quadri disposti a terra. Il metodo è più approssimativo, ma rende comunque abbastanza l’idea. Ottimo anche il metodo degli utilizzatori del computer: con un po’ di nozioni di grafica è possibile fare delle perfette (o quasi) simulazioni.

Richiede attenzione nella scelta anche l’abbinamento delle cornici, troppo spesso sottovalutate. Accostare una cornice elaborata ad una, al contrario, modernissima è un po’ un pugno in un occhio! Di solito si cerca di fare scelte armoniose, riservando gli azzardi, come l’accostamento di stili differenti, ai veri esperti e a case particolari.

Come appendere i quadri

Normalmente un quadro va appeso all’altezza degli occhi, ma negli ultimi anni sono molto diffuse anche le composizioni sfasate. Ben vengano quindi i quadri tutti in fila, ma anche a mix elaborati e di stile. Le dimensioni dei quadri possono essere le stesse, ma è anche possibile appendere dipinti o stampe di dimensioni differenti che si richiamano l’un l’altra. In tutti i casi, comunque, non si va sotto ai 120 cm (come base del quadro), a meno che di fronte non ci sia un divano che allora ci si può abbassare a 90-100 cm.

Quando parliamo di composizioni sfasate è comunque bene che ci sia una logica, un ordine, in qualche modo, del tutto: i quadri, insomma, non è che debbano essere sparpagliati qui e là a casaccio. Nella maggior parte dei casi il modo migliore per trovare un filo logico è quello di immaginare una figura geometrica da riprodurre con le cornici (di solito è un rettangolo, un quadrato o un triangolo).

Molto di moda negli ultimi anni, specie nello stile moderno, è la scelta di un’opera unica che diventa protagonista della parete. La parete stessa diventa essa stessa una cornice, all’interno della quale il quadro ha un effetto scenografico. L’opera in taluni casi è composta da più pannelli, anche se la rappresentazione è una unica.